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Acorn Archimedes A4000

Acorn Archimedes, il rivale britannico di Amiga e Atari ST. Ne parlavano molto, ma in Italia l’hanno posseduto in pochissimi. Finalmente è mio! 🙂

Correva l’anno 1987 e la britannica Acorn, sulla scia dei buoni successi riscossi dal BBC Master – e prima ancora dal BBC Electon – decise di partecipare alla corsa tecnologica dell’epoca, confrontandosi con i diretti concorrenti che proponevano soprattutto architetture a 16 bit, oppure ibride 16-32.
Il primissimo modello di questa apprezzata famiglia di personal computer fu denominato Archimedes 305, e montava una CPU ARM clockata a 8MHz, completamente a 32 bit (i concorrenti utilizzavano CPU della famiglia 680xx di Motorola. Erano sostanzialmente processori a 16 bit, con alcuni registri a 32 bit), e con una gamma di risoluzioni video inaudita per l’epoca, tra cui un poderoso 896×352 a 256 colori!
Se la sezione grafica era a dir poco emozionante, il comparto audio era addirittura esagerato: ben 8 voci indipendenti, ripartite su due canali stereofonici.


Il modello base era proposto con 512KB di ram, espandibili fino a 64MB. La memoria di massa si appoggiava ad una unità a dischi da 3,5″, capace di memorizzare fino a 800KB di dati su ciascun supporto, e ad un hard disk di serie, in tagli da 20MB (modello base) a 53MB.
Il sistema operativo fu un piccolo gioiello. Inizialmente denominato ARTHUR, divenne poi il famosissimo Risc OS, ancora oggi rimpianto da moltissimi utenti. Peculiarità del sistema operativo: era installato in ROM, e tutti gli aggiornamenti comportavano una sostituzione dei chip in questione, come avveniva per gli Amiga.

All’alba degli anni ’90, la famiglia Archimedes poteva già contare su numerosi membri, sempre più raffinati e potenti.
Verso la fine del 1992, Acorn arricchì la gamma introducendo il modello A4000, che ho la fortuna di possedere.
Era una versione lievemente “snellita” dell’allora top di gamma, l’A5000.

Acorn Archimedes A4000

Unità centrale, tastiera e mouse a tre tasti

Il modello A4000 montava una CPU RISC ARM 250@12MHz, a 32 bit; Contava su una memoria RAM da 2 a 4MB, a seconda dell’allestimento, di un hard disk da 210MB, oltre al floppy disk drive da 3,5″ ad 800KB di capacità.
Il comparto grafico fu ridimensionato rispetto al modello d’esordio, al fine di contenere i costi, e rendere l’Archimedes effettivamente competitivo in un segmento di mercato divenuto ormai molto agguerrito. Una delle modalità grafiche più interessanti, era senza dubbio quella a 640×512 con una tavolozza di 4096 colori simultanei, su uscita VGA (multisync).

L’esemplare in mio possesso è stato acquistato su ebay, ad un prezzo abbastanza interessante. Se non fosse per le spese di spedizione!! 🙂

 


Gabriele

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