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Mattel Electronics ECS

Prima di acquisire il progetto Aquarius dalla orientale Radofin, Mattel Electronics cercò di proporre una alternativa economica al progetto iniziale, denominato Keyboard Component, rivelatosi troppo ambizioso (e costoso) rispetto ai prodotti concorrenti, destinati al nascente mercato dell’home computing. Fu così che prese vita un oggetto molto interessante, battezzato ECS: Entertainment Computer System.

ECS era un modulo di espansione del celebre Intellivision. Era collegato alla console come se fosse una (enorme) cartuccia di gioco. Una volta connesso, era perfettamente raccordato al corpo principale della console.

Il modulo, denominato Computer Adaptor, comprendeva 2KB di memoria, espandibili fino a 16KB, un interprete BASIC integrato in ROM, un secondo chip dedicato al sonoro, in grado di aggiungere 3 canali audio, una porta per collegare un datassette (registratori di tipo standard) o per collegare una stampante termica, utilizzata anche per l’home computer Aquarius.
Il Computer Adaptor era inoltre dotato di due connettori frontali, protetti da uno sportellino con chiusura a scatto, in grado di collegare o la tastiera da computer oppure quella musicale (Music Synthesizer), oppure due controller di gioco supplementari che, nei piani originali, avrebbero permesso di giocare in 4 simultaneamente.


Furono commercializzate poche cartucce dedicate all’ECS, di cui una sola in grado di sfruttare la tastiera musicale: Melody Blaster. I controller aggiuntivi rimasero invece lettera morta, mai presi in considerazione da nessuno.
Pubblicizzato durante il Natale 1982, il modulo venne commercializzato nel 1983.
In Europa fu scelto lo stile di colore più classico, e cioè con le sfumature “caffè”, mentre per il mercato americano fu scelta una colorazione conforme a quella dell’Intellivision II, con grigio chiaro, nero e rosso.
Nella mia collezione figurano entrambe le versioni. 🙂

L’ECS, pur essendo un oggetto molto valido e dal grande potenziale, non fu supportato da una adeguata campagna promozionale, e non riuscì a catturare l’interesse degli sviluppatori, rivelandosi un discreto insuccesso, il quale fu una sorta di avvisaglia della crisi, che da lì a poco avrebbe investito la Mattel, portandola a dismettere l’intera divisione Electronics.

 


Gabriele

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