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Mattel Electronics Intellivision

Sull’onda del successo della Atari, indiscussa apripista del mercato domestico dei videogiochi, sul finire degli anni ’70, Mattel (fino a quel momento famosa per la Barbie) inaugura la divisione Electronics, artefice della console che fu la prima vera rivale dell’Atari 2600: L’Intellivision.

Mattel Electronics Intellivision

Nel 1979 fu ultimato il test del sistema, e l’Intellivision fu commercializzato a partire dal 1980. La configurazione non era roba da poco. Si trattava infatti del primo sistema di intrattenimento domestico con un cuore a 16 bit!
Il microprocessore che animava la console, era un General Instrument CP1610 a 895 KHz (meno di UN MHz!!), il quale si appoggiava a 1352 bytes di RAM (poco più di UN Kilobyte!!), ad un chip dedicato alla grafica, denominato STIC (il quale aveva 1KB di RAM dedicata), in grado di operare a 160 x 196 con 16 colori e 8 sprites, mentre il sonoro, gestito da un General Instrument AY-3-8914, era capace di 3 canali + 1 per il rumore bianco, in mono.
La ROM, capiente circa 7KB, conteneva le routine grafiche (GROM) e il cuore del sistema: un vero microkernel denominato EXEC.

I videogiochi su cartuccia, altro non erano che una sequenza di chiamate alle routine già programmate in ROM. L’architettura del sistema era abbastanza complessa, poiché alcune funzionalità, inizialmente non contemplate dagli ingegneri, furono pigiate in aree destinate in origine ad altri contenuti.
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Un’altra marcia in più rispetto alla rivale dichiarata, era la presenza di controller teoricamente evolutissimi, con ben 14 tasti e un disco direzionale, proposto come alternativa al joystick, che permetteva 16 direzioni diverse, contro le 8 del rivale. In teoria, poiché nella pratica furono mosse molte critiche, specialmente sulla scarsa precisione.
I tasti frontali potevano essere rivestiti da coloratissime mascherine plastificate (layer), che andavano infilate nelle guide predisposte, così da essere ancorate in modo da personalizzare i controlli a seconda del gioco.
All’interno di ogni custodia dei giochi, c’era un corposo manuale, due layer plastificati, e la cartuccia stessa.

La crisi del settore che, dal 1984 al 1986 ha decimato buona parte delle aziende che cavalcarono l’onda, non risparmiò l’Intellivision. Infatti, con 6 milioni di macchine vendute nel mondo, ma con una grossa perdita a bilancio, Mattel si liberò dei diritti legati alla console, cedendoli alla INTV, costituita da alcuni ex-dipendenti, la quale riuscì a tenere in vita questa gloriosa creatura fino al 1990.

Questa fortunata macchina da gioco conta ben 130 titoli realizzati, senza considerare quelli che ancora oggi vengono pubblicati da diversi appassionati, che tengono in vita questa console attraverso iniziative e scambi di informazioni, mediante le immancabili community in rete.

 


Gabriele

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