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Sony Hit Bit 10P

Stasera vi parlerò del mio primo computer MSX. Ho atteso un pochino troppo prima di aggiudicarmelo, ma ne è valsa la pena. Si tratta del Sony Hit Bit 10P.
MSX è l’acronimo di Machines with Software eXchangeability, ed è stato il primo tentativo di standardizzare l’home computer. Non a caso vi era coinvolta una certa Microsoft. 🙂

Sony Hit Bit 10-P

Questo standard, definito e diffuso nei primi anni ’80, è passato quasi inosservato sia nel vecchio continente che negli USA, mentre ha trovato un fortissimo riscontro in Giappone e Sud America, in particolare in Brasile. Col passare degli anni fu ulteriormente espanso, approdando alla definizione dell’MSX-2

La macchina che possiedo, onerosamente acquistata tramite e-bay, fu prodotta dalla Sony che, come molte case giapponesi, fornì un grosso contributo al parco macchine MSX.

Modello giapponese

La serie Hit Bit costituiva l’entry level della produzione Sony, e fu distribuita in due varianti di colore: una rosso fuoco, dedicata al mercato giapponese, e una versione nera, riservata all’export. La lettera finale della sigla identifica il paese nel quale fu commercializzata la serie. Gli esemplari spagnoli avevano la sigla terminante con S, quelli tedeschi con D, quelli portoghesi (o polacchi?) come il mio, con la lettera P.

Per ottenere l’approvazione del consorzio MSX, ciascuna macchina doveva rispondere a determinati requisiti.


Tutti gli esemplari erano tenuti, ad esempio, a fornire ben due vani per cartucce, a montare un processore Z80 ad almeno 3,58 MHz e, cosa particolare per uno standard volutamente “economico”, era la presenza obbligatoria di una tastiera di qualità superiore, con i cappucci dei tasti collocati su strutture semi meccaniche, piuttosto che a membrana come lo ZX Spectrum o il Sega SC-3000.

Il Sony Hit Bit 10P che ho la fortuna di avere, così come la stragrande maggioranza degli MSX-1 diffusi all’epoca, monta uno Z80 a 3,58 MHz, dispone di 64KB di Ram, MSX Basic 1.0 (fornito da Microsoft), sezione audio mono con 3 canali indipendenti estesi su 8 ottave, due modalità video testuali e due grafiche, con 16 colori e 32 sprites. Il Commodore 64, per intenderci, disponeva soltanto di 8 sprites, con molte limitazioni sui colori.

 

 


Gabriele

8 Comments

  1. Si vede che curi molto il sito e che questo rappresenta per te una passione… l’entusiasmo che traspare dalle tue parole sembra accendere il testo, non so perché, ma immagino ci sia stato un gran sorriso dall’altro capo del monitor mentre lo scrivevi… Complimenti e ti consiglio di conservare questo spirito: garantirà molti proseliti 🙂

  2. Gran bella macchina l’MSX, ma per quanto riguarda gli sprites (e lo scrolling) era inferiore al c64, il quale era capace di visualizzare ben più di 8 sprites multicolori -il limite di 8 si riferisce infatti a quanti era possibile allinearne contemporaneamente- grazie al multiplexing e alla perizia dei programmatori. Basta dare un’occhiata a questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=oyf2W239eRY

    L’Msx ne aveva 32 hw monocromatici tutti insieme su schermo, ma aveva anche il grosso limite di poterne allineare solo 4 alla volta pena tremendi sfarfalli. Visto che per averne uno multicolore si era costretti a sovrapporne 2 o più viene da sè che la situazione generale era abbastanza difficile per i programmatori, che tuttavia si davano da fare per superare i limiti della macchina:

    http://www.youtube.com/watch?v=VRoXbPpGgps

    Ciao e grazie per i tuoi approfondimenti.

    • Ciao e grazie a te per il tuo commento. 🙂
      Ho dato un’occhiata al tuo blog. Complimenti! Mi piace molto. 🙂
      L’ho appena aggiunto ai link del mio blog.

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