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Epson HX-20

L’informatica personale è ormai indossabile. Esistono strumenti estremamente compatti, leggeri, raffinati sia nei materiali sia nel design. Oggi utilizziamo gli smartphone, oppure i tablet come iPad o quelli più svariati, in forme e dimensioni, su cui gira Android. Se siamo un tantino più esigenti optiamo per un netbook o un “classico” notebook.
Oggi diamo per scontato che esistano questi piccoli gioielli, ma come si è originata questa categoria di dispositivi?
Essa risale, inutile dirlo, ai rivoluzionari anni ’80. Il primissimo dispositivo, che ha effettivamente creato questo segmento, fu prodotto da Epson nel 1983, e fu chiamato HX-20.

L’Epson HX-20 era semplicemente rivoluzionario. Un computer leggerissimo, dotato di un piccolo display LCD capace di mostrare testo su 4 righe e grafica su una matrice di 120×32 pixel.
Sul lato destro era possibile installare una unità a microcassette, come quelle dei registratori vocali tanto cari a giornalisti e studenti universitari dell’epoca, su cui era possibile memorizzare dati e programmi, mentre sul lato sinistro disponeva di una microstampante a matrice di punti, in tutto e per tutto simile a quelle montate sulle calcolatrici da ufficio o sui registratori di cassa, anche odierni. Quella dell’Epson HX-20 era capace di stampare fino a 17 caratteri al secondo. 🙂

Pesava appena 1,6 Kg, era grande quanto un foglio A4, ed era fornito in una comodissima valigetta rigida, che fungeva da custodia protettiva e mezzo di trasporto. Montava inoltre una tastiera di tipo meccanico, di ottima qualità, dotata di un tocco gradevole e di colori ben abbinati tra loro.

L’Epson HX-20 non è stato solo il primo sistema completamente portatile, ma è stato anche uno dei primi sistemi home/personal dotato di due processori che operavano parallelamente, suddividendosi funzionalità e aree di memoria.
Si trattava di una coppia di Hitachi 6301 (varianti del Motorola 6300), operanti a 0,7MHz ciascuno, in modalità MASTER/SLAVE.
La memoria di serie ammontava a 16KB, ed era espandibile fino a 64KB. In ROM, capiente 32KB, insieme ad un monitor e ai caratteri, trovava posto l’immancabile interprete BASIC, prodotto dalla immancabile Microsoft. 🙂

Nella mia collezione figura un Epson HX-20 acquistato su ebay come “non funzionante”. Ovviamente, da buon appassionato, l’ho aperto e ho provato a vedere cosa non andasse. Il problema risiedeva nel pacco batterie, irrimediabilmente deteriorato, ed andato internamente in corto-circuito. Una volta rimosso il morsetto del pacco batterie, e collegato il trasformatore in corrente, il piccolo mostriciattolo ha emesso il suo BIP, riempiendomi il cuore di gioia.

Il pacco batterie è riproducibile anche oggi, mettendo in serie due coppie di comunissime Ni-Cd che, una volta caricate pienamente, forniscono fino a 50 ore di autonomia alla macchina. Sì: CINQUANTA ORE di autonomia. 🙂
Purtroppo non ho avuto il tempo materiale di creare il pacco di ricambio, poiché ho dovuto traslocare in un altra città per non perdere il lavoro, lasciando il PC in oggetto, unitamente alla mia collezione, nella mia casetta vuota. 🙁


Gabriele

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