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Amiga 2000 e batteria esaurita

Quando ero ragazzino (avevo circa 17 anni) risparmiai per un anno intero, con il solo scopo di comprare un Amiga 2000. Ricordo con un sorriso nostalgico il conflitto interiore che affrontai quando ero arrivato alla cifra necessaria ad acquistare un Amiga 500, molto più economico e adatto alla mia età e soprattutto al mio budget. 🙂

I miei sacrifici furono premiati, poiché mi aggiudicai uno dei personal computer più belli ed espandibili mai creati fino ad allora. Nel corso degli anni ho acquistato una scheda di espansione della GVP, contenente un controller SCSI, un hard disk e due megabyte di ram aggiuntiva, entrambi montati sulla scheda stessa.
Poco prima mi dotai di un piccolo circuito che si sostituiva alla ROM del Kickstart, sul quale montare due ROM separate e dotare Amiga di due versioni differenti di Kickstart.
Per i non amighisti, il Kickstart era un insieme di routine e librerie di sistema, che costituivano il raccordo tra l’hardware e il software. L’ambiente operativo, denominato Workbench, altro non faceva che sfruttare tutte le chiamate alle routine presenti nel Kickstart per presentare all’utente il meraviglioso desktop multitasking che ha reso celebre l’Amiga.

Ho trattato questa macchina con attenzione, cura e premure maniacali. Dopo 20 anni il case esterno è ancora perfetto, senza neanche un graffio. La tastiera è stata sempre protetta dalla luce, al punto che non presenta alcun ingiallimento, così come il mouse.

Purtroppo, al suo interno covava un male silenzioso. 😀
La batteria tampone, utilizzata per sostenere l’orologio di sistema anche in assenza di alimentazione, se non ricaricata almeno periodicamente, degrada fino al punto di gonfiarsi, schiudersi e perdere l’acido in essa contenuto.
Quest’acido, oltre che piuttosto nocivo per l’uomo, è altamente corrosivo per i circuiti stampati.
Avendo lasciato il mio primo Amore (così chiamavo il mio Amiga 2000) nel box, inutilizzato per oltre 20 anni, non ho provveduto a dare la carica alla batteria, che è inesorabilmente defunta, seminando il proprio contenuto letale tutt’intorno alla propria sede.

La buona sorte ha voluto che l’orientamento dello scatolone sullo scaffale, facesse in modo che l’acido colasse verso l’esterno della scheda madre, limitando i danni ad un’area non molto estesa.
Il mio primo Amore funziona come sempre, così come l’hard disk, la ram, il doppio kickstart.
Sono stato veramente fortunato.

Ho aperto il case, rimosso la motherboard, dissaldato la batteria assassina, pulito tutte le superfici aggredite dall’acido, e mi appresto ad effettuare una piccola modifica, per poi collegare una comune batteria a bottone, opportunamente protetta da un diodo, per evitare che sia ricaricata ed esploda. 😛

Dopo lo spavento per la probabile perdita, ho scoperto che il fuoco di certe passioni non si spegne mai, e che ho una gran voglia di tenere il mio Amiga sulla scrivania per qualche tempo, come tanti anni fa, finché non ci sarà da fare qualche intervento di recupero su altre macchine della mia sempre più bella collezione.

 


Gabriele

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