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Lifting e Amiga 2000

Di recente ho ripreso il mio Primo Amore, e cioè l’Amiga 2000 acquistato nel 1990, che mi ha tenuto compagnia fino all’inevitabile e doloroso passaggio ad un sistema Windows.
Ho ritrovato il piacere di muovermi nel Workbench, riscoperto i piccoli lavoretti di grafica fatti con Deluxe Paint IV, tracce Protracker, grafica 3D fatta con Imagine 2.0 ed esperimenti di programmazione in C ed AMOS basic, collocati con rigore logico (w la modestia) in cartelle organizzate con un criterio che conservo ancora oggi. 🙂

Come all’epoca, utilizzando più programmi simultaneamente, ho avvertito la necessità di disporre di una maggiore quantità di RAM e, perché no, anche di hard disk.
Quando Amiga era sulla cresta dell’onda, i costi delle memorie e dei dischi erano a dir poco proibitivi, ed ho sempre accantonato l’idea con un po’ di rammarico. Oggi si possono reperire alcuni di quei materiali a costi risibili, e mi sono detto che era giunta l’ora di regalare un bel lifting al mio Primo Amore! 😀


Detto fatto, mi sono messo a cercare su ebay ed ho ordinato dalla Germania, a poco più di 10 euro + spedizione, un set di 8 SIMM da 1MB ciascuna, per espandere complessivamente la memoria Fast fino al massimo consentito dalla scheda SCSI della GVP installata nel mio Amiga.


Non ricordavo neanche come fossero fatte le SIMM da 30 pin. E pensare che ne ho installate all’interno di vari PC IBM compatibili, presso tantissimi clienti, di cui mi sono occupato durante la mia variegata esperienza informatica.

Prima di installare la memoria aggiuntiva, ho provato a rimuovere le due SIMM originali fornite di serie già installate, ma non c’è stato niente da fare. Per evitare di rompere senza appello qualcosa di così prezioso per il cuore, ho lasciato perdere, ed ho convinto il mio senso estetico a farsi da parte. Confesso che avrei gradito mettere tutti e 8 i banchi uguali, ma va bene lo stesso. Diciamo che va bene lo stesso… 🙂

Come l’esperienza suggerisce, ogni volta che bisogna modificare qualche configurazione sulla scheda, è sempre bene annotare la situazione originale, magari mediante una bella foto, anche se viene un pochino mossa.
Dopo aver installato la ram, ho riavviato il Workbench, e ho verificato la configurazione del sistema mediante SysInfo e mediante il comando Avail da shell. Il sistema aveva abboccato alla configurazione dei jumper sulla scheda GVP, ma da qui a poter effettivamente disporre della memoria aggiuntiva, è necessario verificare se quest’ultima funziona a dovere.
Allo scopo esiste un tool, fornito dalla GVP nel dischetto che accompagnava la scheda: memtest.
E’ un comando che si impartisce da shell, e come parametro accetta il numero di fasi da svolgere su tutta la memoria installata. Ogni fase consiste nell’allocazione di una grossa area di memoria e della successiva verifica e cancellazione. Il valore di default è pari a cinque. Superato anche quest’ultimo scoglio, posso finalmente dire che l’operazione di lifting è andata a buon fine!

  

Visto che mi sono trovato ad aprire nuovamente il mio Amiga, ho approfittato per apportare la modifica alla batteria tampone, rimossa con non pochi brividi qualche settimana prima. Avevo già approntato un piccolo circuito artigianale, composto da un portabatterie a bottone (CR2032) e un piccolo diodo di segnale, per impedire al sistema di ricaricare una cella che non è assolutamente ricaricabile ma, al tempo stesso, permettere alla batteria di fornire alimentazione all’orologio di sistema quando l’Amiga è spento.

  

La modifica ha funzionato ma, a distanza di due giorni, l’orologio di sistema è risultato azzerato come in precedenza. Spero si tratti solo di un problema di batteria scarica, e non ho potuto verificarlo, in quanto nella mia ormai disabitata casetta (sigh) avevo soltanto quella.

Ora che ho ridato un po’ di smalto al mio vecchio ed amatissimo Amiga 2000, mi posso dedicare ad un altro modello che mi procurai qualche mese fa: un bell’esemplare di Amiga 600, che ho intenzione di allestire come macchina da gioco portatile, con all’interno una Compact Flash da 4GB.
Mi sono già procurato – dalla fornitissima Germania, da sempre vero quartier generale di Commodore nel vecchio continente – una scheda lan della 3Com, per mettere un Amiga nella Grande Rete. Esperienza che mi è mancata e che non vedo l’ora di vivere.

Tornate di tanto in tanto, per sapere come è andata! 😉

 


Gabriele

2 Comments

  1. Ho scoperto da poco il tuo blog e lo trovo molto curato e interessante. Ho visto che possiedi un Oric 1. Aspetto di leggere un articolo su quel computer così particolare ed introvabile in Italia.

    • Ciao Claudio e grazie per gli apprezzamenti. 🙂
      Devo dirti in verità che non ho ancora avuto modo di provarlo. Non ne avevo mai visto uno in precedenza, e muoio dalla curiosità quanto te.
      Non appena avrò modo di tornare a casa, proverò a ritagliarmi un po’ di tempo per colmare questa lacuna.
      Resta sintonizzato. 😉

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