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Sord M5

Durante l’età dell’oro dell’informatica domestica, e cioè la prima metà degli anni ’80, non ho mai letto nulla riguardo un produttore giapponese chiamato Sord, né ero a conoscenza delle ottime macchine, destinate principalmente al mercato professionale, che aveva realizzato fino a quel momento. Non sapevo neanche che avesse fatto un tentativo di espansione nel mercato consumer, già dominio quasi esclusivo di Commodore 64 e Sinclair ZX Spectrum.
Questo tentativo di allargare il proprio mercato si concretizzò attraverso un oggetto di pregevole fattura, sia estetica che ingegneristica, dotato di contenuti tecnici che da lì a breve sarebbero stati propri dello standard MSX: il modello M5.

Proprio in virtù dei contenuti piuttosto sofisticati per l’epoca, il produttore non riuscì a contenere il prezzo di listino del suo M5, decretandone di fatto una emarginazione commerciale che non fu mai superata. Infatti la diffusione di questo computer si deve principalmente all’iniziativa di pochi intraprendenti distributori, che importavano direttamente dal Giappone.
In alcuni casi, il distributore ottenne di commercializzare il modello M5 con il proprio marchio; è il caso della CGL (Computer Games Limited), che si occupò della diffusione dell’M5 nel Regno Unito.
Tuttavia la massima diffusione del Sord M5, sebbene molto marginale per l’epoca, si ebbe in Giappone ed in Cecoslovacchia.

Come la maggior parte dei computer destinati al mercato domestico, il Sord M5 ruotava intorno allo Z80 della Zilog, funzionante a 3,58MHz; la RAM nominale era di 20KB, ma soltanto 4KB erano a disposizione del sistema, in quanto si scelse di utilizzare un chip dedicato alla grafica – il celebre TMS9929 della Texas Instruments (impiegato dallo standard MSX) – che richiedeva 16KB della memoria installata sulla scheda madre. La memoria utente poteva essere espansa internamente fino a 36KB.
L’audio era affidato al SN76489AN, sempre della TI, e forniva un audio mono su 3+1 canali indipendenti su sei ottave.
La grafica del Sord M5 permetteva 4 risoluzioni, sia testuali sia grafiche, fino a 256×192 con 16 colori, e gestiva ben 32 sprites in hardware.
La tastiera era del tipo a membrana, come ZX Spectrum e Aquarius, ma di qualità notevolmente superiore, con tasti gommati dotati di una forma originale ed accattivante. Il layout della tastiera era del tutto unico, con una barra spazio collocata sulla destra e minimale, proprio come quella del sopra citato Aquarius.

Le porte sul retro della macchina includevano sia una uscita R/F, sia una uscita videocomposita; i due joystick avevano un connettore in standard mini-din, mentre la porta per il registratore a cassette era di tipo DIN; era disponibile anche un connettore per stampanti Centronics.

     

Analogamente ad altre macchine e console dell’epoca, come il Sega SC-3000, il Sord M5 non era in grado di funzionare in assenza di una cartuccia nell’apposito vano, elegantemente coperto da uno sportello a tutta larghezza, nella parte appena superiore alla tastiera.

     

Nella scatola originale veniva fornito il Basic-I (I sta per Integer), considerato dal produttore un basic per principianti, snellito di molte caratteristiche invece disponibili come standard da parte dei concorrenti.
Ad esempio, il Basic-I non disponeva di funzioni dedicate alla grafica né permetteva di eseguire calcoli in virgola mobile.
Se l’utente voleva programmare un videogioco, era costretto a dotarsi della versione grafica del basic, la Basic-G, mentre per sviluppare applicazioni di calcolo appena più complesse era obbligato ad acquistare il Basic-F.
Questa dispersione di caratteristiche e strumenti contribuirono a raffreddare ulteriormente l’entusiasmo dei curiosi che si affacciavano alla scoperta di questo personal computer, troppo costoso e con meno caratteristiche rispetto ai concorrenti.

Nonostante tutto, dotato delle varie espansioni di rito, questa macchina riesce a brillare come poche, e ad entrare di diritto nel cuore degli appassionati collezionisti come me.
Infatti l’ho acquistata tramite ebay, ad un prezzo non proprio irrisorio, da un privato che ha ereditato dal papà le giacenze di magazzino della sua passata attività di rivenditore. Questo mi ha permesso di aggiudicarmi un esemplare completamente “nuovo”, sigillato nella scatola originale, con tutti i manuali e i cavi originali.
A proposito di cavi: non ho mai visto un alimentatore enorme e pesante come quello del Sord M5! 🙂


Gabriele

8 Comments

  1. Hi. Wish I had this computer too, then I could port/convert more games, I already Ported 2 MSX titles for Memotech MTX, which have same Hardware, so it should not be so hard to port to Sord M5. Wanna know more go to http://www.mtxworld.dk 🙂
    //CB

    • Hi Claus. As I’m in love with MTX machines, I was already aware of your outstanding website. Glad and honoured to see you here. 🙂
      Not so long ago, I had to do a painful choice between an MTX and the Sord I wrote about. It was no easy, but I don’t give up and hope to add a wonderful Memotech to my humble collection.
      See you soon. 😉

  2. Ho provato a contattarti usando la pagina Contatti ma non funziona il codice CAPTCHA (non visualizza nulla). Ho due MSX, un Sony Hit-Bit HB-501P e un Philips serie VG (non ricordo il numero). Potrebbero interessarti?

    • Comprendo la tua impazienza. 🙂
      Se è dalla stessa persona non rimarrai affatto deluso.
      Auguri per questo bel regalino di Natale. 😉

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