About

C’era una volta la tv. Quando sono nato era in bianco e nero, ed aveva solo 2 canali tra cui scegliere. I canali sono via via aumentati e, con essi, la pubblicità; ma questa è un’altra storia.

Quando la TV era ancora in bianco e nero, durante gli anni ’70, cominciò il fenomeno dell’intrattenimento domestico. Infatti alcuni aggeggi strani, dotati di manopole, levette e una vasta gamma di giochi (tutti simili tra loro), cominciarono a diffondersi presso molte famiglie.

Erano giochi rudimentali, con il comun denominatore di una pallina quadrata e due o più racchettoni, rigorosamente rettangolari. L’immaginazione dei giocatori riusciva a costruire l’illusione che – a seconda di dove fosse la manopola di selezione gioco – ci si trovasse alle prese con una partita di tennis, di calcio, rugby, ecc. ecc…

Oggi c’è il fotorealismo con milioni di colori, il full motion video, l’alta definizione; il force feedback che fa tremare le mani quando si spara o si è colpiti; i controller sono colorati e pieni di pulsanti, è sparito il filo, o addirittura il controller; ci si collega ad internet e si gioca in ambienti pieni di dettagli, insieme a decine di altre persone, comunicando a voce in tempo reale.

C’è un punto di contatto tra l’estremo del bianco e nero con la pallina quadrata e lo scenario ipertecnologico che è sotto i nostri occhi in questo momento storico.
Questo punto di contatto è rappresentato dalla rivoluzione tecnologica che io, e quelli della mia età (quanto fa anzianotto scrivere quel che ho scritto :)), hanno avuto il privilegio di vivere e testimoniare.
Mi riferisco al boom dei computer e dei videogiochi, avvenuto negli anni ’80, dapprima in sala giochi, poi tramite macchine meravigliose collegabili ai televisori (divenuti nel frattempo a colori).

Questa tendenza – che ho vissuto più come un movimento culturale, anziché come una frenesia consumistica – ha conosciuto momenti di crisi, passati tra il 1983 e il 1986, che hanno visto implodere molte realtà importanti, costrette a confluire in aziende più grandi e solide.
Un caso su tutti: quello della Sinclair, oberata di debiti a causa del flop QL, e costretta a svendersi alla Amstrad.
Molti degli oggetti prodotti in quell’epoca sono ancora circolanti, tenuti in vita, collezionati e coccolati da appassionati come me. 🙂

Colui che scrive questo blog (e cioè io) ha posseduto alcuni dei portenti che hanno caratterizzato questo periodo meraviglioso; molti altri li ha potuti sperimentare grazie ad alcuni amici, che avevano questo e quel computer o console.

Sulla scia di quei ricordi emozionanti ed indelebili, forse perché legati alla mia infanzia, e a buona parte della adolescenza, ho deciso di collezionare tutti i computer e le console apparse tra gli anni ’80 e i primi anni ’90.
Il presente blog nasce dal desiderio di condividere questo interesse con i tanti appassionati in giro per la rete e (perché no?) anche per far conoscere le origini dell’informatica personale e del divertimento domestico a quelli che hanno avuto “la sfortuna” di nascere dopo il 1990. 😛

Vi parlerò delle perle – più o meno rare – della mia modesta collezione, sia in termini tecnici sia sentimentali. 🙂

Benvenuti nel mio blog, e buona lettura.

Gabriele