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Una serata con la SG-1000

Era da tempo che desideravo verificare il funzionamento di alcune cartucce ordinate in Giappone, un mesetto or sono, per la mia bellissima SEGA SG-1000 Mark II, e finalmente sono riuscito ad organizzarmi.
La situazione precaria del mio accampamento bolognese non mi ha facilitato il compito. Infatti qui non dispongo di una TV decente a cui collegare apparati come questo, molto particolare ed esotico, ed ho fatto ricorso ad un vecchio TV LCD portatile che avevo da parte a casa mia, giù al sud…
Oltre al piccolo TV ho provveduto a mettere in valigia anche un trasformatore AC/AC, che permette di collegare apparecchiature funzionanti a 110V sulla rete elettrica nostrana, entro un certo limite di potenza.
La tolleranza di questo trasformatore copre ampiamente le richieste di alimentatori destinati a computer, console e piccoli elettrodomestici in genere.

La mini TV che ho portato con me, riesce a visualizzare diversi standard televisivi, tra cui PAL, NTSC e SECAM. Dopo  aver inserito la prima cartuccia nella console, ho provveduto all’accensione ed ho avviato la ricerca automatica dei canali. Dopo i tre giri per le varie bande coperte dal sintonizzatore (a dire il vero bastava solo la UHF) e circa 5 minuti di attesa spasmodica… il nulla! Continue Reading

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Sega SC-3000

Dopo anni di sfrenato desiderio e di estenuanti ricerche su mercatini ed aste online, ho finalmente colmato un grande vuoto esistente nella mia collezione (e nei miei affetti di retro collezionista), procurandomi un Sega SC-3000, sebbene si presenti con marchio diverso. Yeno era una azienda francese che si occupò della distribuzione del modello SC-3000 sul proprio territorio, accordandosi con Sega per vendere il computer con il proprio marchio, riservando il nome del produttore originale all’angolo superiore destro, recante la dicitura bianca “Manufactured by Sega”.

Lo Yeno SC-3000 è in tutto e per tutto identico al modello griffato Sega, ad eccezione di una uscita video RGB di buonissima qualità, grazie ad una scheda supplementare installata all’interno del case, montata in modalità piggyback, e collegata in diversi punti, con oscene cablature volanti, alla scheda madre.
Il modulo R/F in origine presente in quasi tutte le macchine del produttore, risulta assente in tutti gli esemplari distribuiti da Yeno in terra francese, che presentano una sorta di tappo in gomma al posto dell’uscita R/F. Continue Reading

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Disavventure da collezionista

Non sempre le ciambelle riescono col buco. Ultimamente questo pensiero ricorre nella mia testa, a causa di incomprensioni, malintesi e vicissitudini che rovinano sempre quel minimo di pianificazione che faccio nella mia vita.
A volte succede che, pur spendendo il doppio rispetto ad una spedizione standard, uno dei più rinomati corrieri al mondo ti recapiti un pacco in condizioni più che “vissute”.
Quel genere di pacco, a prescindere dal corriere, lo apri sempre con una certa ansia, temendo il peggio.

Finora mi è sempre andata bene, ma stavolta è successo che, a fronte di un pagamento di oltre 40 euro, DHL mi abbia recapitato un pacco (a dire il vero fatto molto molto male) un po’ ammaccato, come già mi era capitato in passato.

Stavolta, sull’ottimismo indotto dai tanti timori rivelatisi sempre infondati, ho aperto il pacco senza l’ansia usuale.
Proprio stavolta invece, ironia della sorte, avrei fatto bene a preoccuparmi. 🙂 Continue Reading

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Sega Dreamcast

In via del tutto eccezionale, visto il focus temporale di questo blog (e della mia collezione), sto per scrivere di una console piuttosto recente, contemporanea al GameCube di Nintendo e alla Playstation2 di Sony, e cioè dell’ultima meraviglia prodotta da Sega, il canto del cigno della divisione hardware di questa leggendaria azienda: il Dreamcast.

Nonostante la mia sfrenata passione per i videogiochi e le macchine quali console e computer, all’epoca del suo ciclo di vita, questo oggetto straordinario ed innovativo è passato praticamente inosservato sotto i miei occhi.
Quando fu lanciata in Giappone, nel 1998, Non esisteva una grossa diffusione di internet, del web, dei forum e dei blog, ma leggevo moltissima stampa specializzata, la quale non dedicò nessuna particolare attenzione a questa console.

Ci sono molte scuole di pensiero, con diverse teorie differenti, che dibattono da anni sul perché e per come un tale concentrato di raffinata potenza tecnologica non sia riuscito a diffondersi presso il grande pubblico.

La principale tra queste sostiene che Sega, già duramente provata dal fallimento della precedente console – il Saturn – fosse ad un passo dalla bancarotta, e disponesse di un budget talmente esiguo da dover fare una scelta drastica tra lo sviluppo tecnologico della console stessa, e la massiccia campagna pubblicitaria che ha sempre contraddistinto questo marchio.
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Mattel Electronics ECS

Prima di acquisire il progetto Aquarius dalla orientale Radofin, Mattel Electronics cercò di proporre una alternativa economica al progetto iniziale, denominato Keyboard Component, rivelatosi troppo ambizioso (e costoso) rispetto ai prodotti concorrenti, destinati al nascente mercato dell’home computing. Fu così che prese vita un oggetto molto interessante, battezzato ECS: Entertainment Computer System.

ECS era un modulo di espansione del celebre Intellivision. Era collegato alla console come se fosse una (enorme) cartuccia di gioco. Una volta connesso, era perfettamente raccordato al corpo principale della console.

Il modulo, denominato Computer Adaptor, comprendeva 2KB di memoria, espandibili fino a 16KB, un interprete BASIC integrato in ROM, un secondo chip dedicato al sonoro, in grado di aggiungere 3 canali audio, una porta per collegare un datassette (registratori di tipo standard) o per collegare una stampante termica, utilizzata anche per l’home computer Aquarius.
Il Computer Adaptor era inoltre dotato di due connettori frontali, protetti da uno sportellino con chiusura a scatto, in grado di collegare o la tastiera da computer oppure quella musicale (Music Synthesizer), oppure due controller di gioco supplementari che, nei piani originali, avrebbero permesso di giocare in 4 simultaneamente. Continue Reading

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Mattel Electronics Intellivision

Sull’onda del successo della Atari, indiscussa apripista del mercato domestico dei videogiochi, sul finire degli anni ’70, Mattel (fino a quel momento famosa per la Barbie) inaugura la divisione Electronics, artefice della console che fu la prima vera rivale dell’Atari 2600: L’Intellivision.

Mattel Electronics Intellivision

Nel 1979 fu ultimato il test del sistema, e l’Intellivision fu commercializzato a partire dal 1980. La configurazione non era roba da poco. Si trattava infatti del primo sistema di intrattenimento domestico con un cuore a 16 bit!
Il microprocessore che animava la console, era un General Instrument CP1610 a 895 KHz (meno di UN MHz!!), il quale si appoggiava a 1352 bytes di RAM (poco più di UN Kilobyte!!), ad un chip dedicato alla grafica, denominato STIC (il quale aveva 1KB di RAM dedicata), in grado di operare a 160 x 196 con 16 colori e 8 sprites, mentre il sonoro, gestito da un General Instrument AY-3-8914, era capace di 3 canali + 1 per il rumore bianco, in mono.
La ROM, capiente circa 7KB, conteneva le routine grafiche (GROM) e il cuore del sistema: un vero microkernel denominato EXEC. Continue Reading