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Disavventure da collezionista

Non sempre le ciambelle riescono col buco. Ultimamente questo pensiero ricorre nella mia testa, a causa di incomprensioni, malintesi e vicissitudini che rovinano sempre quel minimo di pianificazione che faccio nella mia vita.
A volte succede che, pur spendendo il doppio rispetto ad una spedizione standard, uno dei più rinomati corrieri al mondo ti recapiti un pacco in condizioni più che “vissute”.
Quel genere di pacco, a prescindere dal corriere, lo apri sempre con una certa ansia, temendo il peggio.

Finora mi è sempre andata bene, ma stavolta è successo che, a fronte di un pagamento di oltre 40 euro, DHL mi abbia recapitato un pacco (a dire il vero fatto molto molto male) un po’ ammaccato, come già mi era capitato in passato.

Stavolta, sull’ottimismo indotto dai tanti timori rivelatisi sempre infondati, ho aperto il pacco senza l’ansia usuale.
Proprio stavolta invece, ironia della sorte, avrei fatto bene a preoccuparmi. 🙂 Continue Reading

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Sega Dreamcast

In via del tutto eccezionale, visto il focus temporale di questo blog (e della mia collezione), sto per scrivere di una console piuttosto recente, contemporanea al GameCube di Nintendo e alla Playstation2 di Sony, e cioè dell’ultima meraviglia prodotta da Sega, il canto del cigno della divisione hardware di questa leggendaria azienda: il Dreamcast.

Nonostante la mia sfrenata passione per i videogiochi e le macchine quali console e computer, all’epoca del suo ciclo di vita, questo oggetto straordinario ed innovativo è passato praticamente inosservato sotto i miei occhi.
Quando fu lanciata in Giappone, nel 1998, Non esisteva una grossa diffusione di internet, del web, dei forum e dei blog, ma leggevo moltissima stampa specializzata, la quale non dedicò nessuna particolare attenzione a questa console.

Ci sono molte scuole di pensiero, con diverse teorie differenti, che dibattono da anni sul perché e per come un tale concentrato di raffinata potenza tecnologica non sia riuscito a diffondersi presso il grande pubblico.

La principale tra queste sostiene che Sega, già duramente provata dal fallimento della precedente console – il Saturn – fosse ad un passo dalla bancarotta, e disponesse di un budget talmente esiguo da dover fare una scelta drastica tra lo sviluppo tecnologico della console stessa, e la massiccia campagna pubblicitaria che ha sempre contraddistinto questo marchio.
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