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BBC/Acorn Archimedes A3000

Dopo il forte riscontro delle fortunatissime macchine appartenenti alla prima serie, Acorn decise di produrre una versione del suo Archimedes che fosse più vicina alle tasche dell’utenza domestica e semiprofessionale, adottando un fattore di forma più usuale e compatto rispetto ai modelli precedenti, forniti nella solita configurazione a tre pezzi, come consuetudine dei modelli appartenenti alle serie 300, 400 e 500 che, secondo la mia modesta opinione, erano bellissimi.
Anche ispirata dai successi di Amiga ed Atari ST, Acorn decise di adottare la ormai familiare soluzione del PC-tastiera, e fu così che nacque il modello A3000, recentemente annesso alla mia collezione. 🙂

Il tentativo (ben riuscito) di contenere i costi per l’utente finale, trovò applicazione nella riduzione della quantità massima di memoria a disposizione del sistema, nell’assenza di un controller per disco fisso, nella limitata capacità di espansione, nell’assenza addirittura di una porta seriale, che veniva fornita come porta disabilitata, poiché la gestione era delegata ad appositi chip da installare in opportuni zoccoli sulla scheda madre, che andavano acquistati come opzione aggiuntiva.  Continue Reading

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Acorn Archimedes A4000

Acorn Archimedes, il rivale britannico di Amiga e Atari ST. Ne parlavano molto, ma in Italia l’hanno posseduto in pochissimi. Finalmente è mio! 🙂

Correva l’anno 1987 e la britannica Acorn, sulla scia dei buoni successi riscossi dal BBC Master – e prima ancora dal BBC Electon – decise di partecipare alla corsa tecnologica dell’epoca, confrontandosi con i diretti concorrenti che proponevano soprattutto architetture a 16 bit, oppure ibride 16-32.
Il primissimo modello di questa apprezzata famiglia di personal computer fu denominato Archimedes 305, e montava una CPU ARM clockata a 8MHz, completamente a 32 bit (i concorrenti utilizzavano CPU della famiglia 680xx di Motorola. Erano sostanzialmente processori a 16 bit, con alcuni registri a 32 bit), e con una gamma di risoluzioni video inaudita per l’epoca, tra cui un poderoso 896×352 a 256 colori!
Se la sezione grafica era a dir poco emozionante, il comparto audio era addirittura esagerato: ben 8 voci indipendenti, ripartite su due canali stereofonici. Continue Reading