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Sharp MZ-700

Trovato in origine su ebay ad un prezzo un po’ troppo alto ma – dopo aver contattato il venditore ad asta scaduta – sono riuscito a concordare un prezzo più adeguato (sebbene comunque non irrisorio) alla qualità tecnica e sentimentale e allo stato di conservazione generale dell’oggetto, aggiungendo questo meraviglioso Sharp MZ-700 alla mia collezione.
Certo, è rischioso trattare un acquisto al di fuori delle tutele di ebay e Paypal, con un perfetto sconosciuto che potrebbe arraffare il malloppo e sparire nei meandri della Rete, ma l’esperienza e l’intuito in questi casi aiutano molto. Devo comunque dire che, nell’ambito degli appassionati di retrocomputing, c’è un senso di appartenenza e una correttezza che ci accomuna un po’ tutti. Almeno finora non ho avuto spiacevoli sorprese. 🙂
Tornando all’oggetto di questa entry, parliamo di un originalissimo personal computer, prodotto dalla creativa ed anticonformista Sharp, che non ha mai esitato a proporre soluzioni tecniche ed estetiche in totale controtendenza, guadagnandosi la stima e il rispetto degli appassionati di informatica domestica e professionale, e contribuendo all’evoluzione dell’informatica personale. Continue Reading

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Casio PB-770

Nella prima metà dei gloriosi anni ’80, alcuni produttori, principalmente i giapponesi Casio e Sharp, si sono dati battaglia per il dominio di uno dei settori più creativi dell’informatica personale dell’epoca: quello dei pocket computer, a metà strada tra una calcolatrice scientifica ed un computer portatile.

Casio-PB-770

Casio PB-770

Di recente mi è capitato di sbirciare su ebay annunci, e mi sono imbattuto in un esemplare dichiarato come non funzionante del Casio PB-770, completo di custodia originale in similpelle, acquistato ad appena 14 euro. Se non fosse per le spese di spedizione…

Il gioiellino sembrava avere un problema di memoria poiché, pur non avendo alcun programma memorizzato nei suoi 10 slots, restituiva il codice d’errore relativo ad un problema di memoria insufficiente.
Ho temuto il peggio, poiché le ram installate in queste macchine d’epoca non sono più facilmente reperibili. Come primo step, ho aperto con molta pazienza il case del Casio PB-770 ed ho fatto una veloce ispezione. Continue Reading

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Una serata con la SG-1000

Era da tempo che desideravo verificare il funzionamento di alcune cartucce ordinate in Giappone, un mesetto or sono, per la mia bellissima SEGA SG-1000 Mark II, e finalmente sono riuscito ad organizzarmi.
La situazione precaria del mio accampamento bolognese non mi ha facilitato il compito. Infatti qui non dispongo di una TV decente a cui collegare apparati come questo, molto particolare ed esotico, ed ho fatto ricorso ad un vecchio TV LCD portatile che avevo da parte a casa mia, giù al sud…
Oltre al piccolo TV ho provveduto a mettere in valigia anche un trasformatore AC/AC, che permette di collegare apparecchiature funzionanti a 110V sulla rete elettrica nostrana, entro un certo limite di potenza.
La tolleranza di questo trasformatore copre ampiamente le richieste di alimentatori destinati a computer, console e piccoli elettrodomestici in genere.

La mini TV che ho portato con me, riesce a visualizzare diversi standard televisivi, tra cui PAL, NTSC e SECAM. Dopo  aver inserito la prima cartuccia nella console, ho provveduto all’accensione ed ho avviato la ricerca automatica dei canali. Dopo i tre giri per le varie bande coperte dal sintonizzatore (a dire il vero bastava solo la UHF) e circa 5 minuti di attesa spasmodica… il nulla! Continue Reading

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Sord M5

Durante l’età dell’oro dell’informatica domestica, e cioè la prima metà degli anni ’80, non ho mai letto nulla riguardo un produttore giapponese chiamato Sord, né ero a conoscenza delle ottime macchine, destinate principalmente al mercato professionale, che aveva realizzato fino a quel momento. Non sapevo neanche che avesse fatto un tentativo di espansione nel mercato consumer, già dominio quasi esclusivo di Commodore 64 e Sinclair ZX Spectrum.
Questo tentativo di allargare il proprio mercato si concretizzò attraverso un oggetto di pregevole fattura, sia estetica che ingegneristica, dotato di contenuti tecnici che da lì a breve sarebbero stati propri dello standard MSX: il modello M5.

Proprio in virtù dei contenuti piuttosto sofisticati per l’epoca, il produttore non riuscì a contenere il prezzo di listino del suo M5, decretandone di fatto una emarginazione commerciale che non fu mai superata. Infatti la diffusione di questo computer si deve principalmente all’iniziativa di pochi intraprendenti distributori, che importavano direttamente dal Giappone.
In alcuni casi, il distributore ottenne di commercializzare il modello M5 con il proprio marchio; è il caso della CGL (Computer Games Limited), che si occupò della diffusione dell’M5 nel Regno Unito.
Tuttavia la massima diffusione del Sord M5, sebbene molto marginale per l’epoca, si ebbe in Giappone ed in Cecoslovacchia. Continue Reading

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Sega SC-3000

Dopo anni di sfrenato desiderio e di estenuanti ricerche su mercatini ed aste online, ho finalmente colmato un grande vuoto esistente nella mia collezione (e nei miei affetti di retro collezionista), procurandomi un Sega SC-3000, sebbene si presenti con marchio diverso. Yeno era una azienda francese che si occupò della distribuzione del modello SC-3000 sul proprio territorio, accordandosi con Sega per vendere il computer con il proprio marchio, riservando il nome del produttore originale all’angolo superiore destro, recante la dicitura bianca “Manufactured by Sega”.

Lo Yeno SC-3000 è in tutto e per tutto identico al modello griffato Sega, ad eccezione di una uscita video RGB di buonissima qualità, grazie ad una scheda supplementare installata all’interno del case, montata in modalità piggyback, e collegata in diversi punti, con oscene cablature volanti, alla scheda madre.
Il modulo R/F in origine presente in quasi tutte le macchine del produttore, risulta assente in tutti gli esemplari distribuiti da Yeno in terra francese, che presentano una sorta di tappo in gomma al posto dell’uscita R/F. Continue Reading

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Epson HX-20

L’informatica personale è ormai indossabile. Esistono strumenti estremamente compatti, leggeri, raffinati sia nei materiali sia nel design. Oggi utilizziamo gli smartphone, oppure i tablet come iPad o quelli più svariati, in forme e dimensioni, su cui gira Android. Se siamo un tantino più esigenti optiamo per un netbook o un “classico” notebook.
Oggi diamo per scontato che esistano questi piccoli gioielli, ma come si è originata questa categoria di dispositivi?
Essa risale, inutile dirlo, ai rivoluzionari anni ’80. Il primissimo dispositivo, che ha effettivamente creato questo segmento, fu prodotto da Epson nel 1983, e fu chiamato HX-20.

L’Epson HX-20 era semplicemente rivoluzionario. Un computer leggerissimo, dotato di un piccolo display LCD capace di mostrare testo su 4 righe e grafica su una matrice di 120×32 pixel.
Sul lato destro era possibile installare una unità a microcassette, come quelle dei registratori vocali tanto cari a giornalisti e studenti universitari dell’epoca, su cui era possibile memorizzare dati e programmi, mentre sul lato sinistro disponeva di una microstampante a matrice di punti, in tutto e per tutto simile a quelle montate sulle calcolatrici da ufficio o sui registratori di cassa, anche odierni. Quella dell’Epson HX-20 era capace di stampare fino a 17 caratteri al secondo. 🙂 Continue Reading