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Sharp MZ-700

Trovato in origine su ebay ad un prezzo un po’ troppo alto ma – dopo aver contattato il venditore ad asta scaduta – sono riuscito a concordare un prezzo più adeguato (sebbene comunque non irrisorio) alla qualità tecnica e sentimentale e allo stato di conservazione generale dell’oggetto, aggiungendo questo meraviglioso Sharp MZ-700 alla mia collezione.
Certo, è rischioso trattare un acquisto al di fuori delle tutele di ebay e Paypal, con un perfetto sconosciuto che potrebbe arraffare il malloppo e sparire nei meandri della Rete, ma l’esperienza e l’intuito in questi casi aiutano molto. Devo comunque dire che, nell’ambito degli appassionati di retrocomputing, c’è un senso di appartenenza e una correttezza che ci accomuna un po’ tutti. Almeno finora non ho avuto spiacevoli sorprese. 🙂
Tornando all’oggetto di questa entry, parliamo di un originalissimo personal computer, prodotto dalla creativa ed anticonformista Sharp, che non ha mai esitato a proporre soluzioni tecniche ed estetiche in totale controtendenza, guadagnandosi la stima e il rispetto degli appassionati di informatica domestica e professionale, e contribuendo all’evoluzione dell’informatica personale. Continue Reading

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Una serata con la SG-1000

Era da tempo che desideravo verificare il funzionamento di alcune cartucce ordinate in Giappone, un mesetto or sono, per la mia bellissima SEGA SG-1000 Mark II, e finalmente sono riuscito ad organizzarmi.
La situazione precaria del mio accampamento bolognese non mi ha facilitato il compito. Infatti qui non dispongo di una TV decente a cui collegare apparati come questo, molto particolare ed esotico, ed ho fatto ricorso ad un vecchio TV LCD portatile che avevo da parte a casa mia, giù al sud…
Oltre al piccolo TV ho provveduto a mettere in valigia anche un trasformatore AC/AC, che permette di collegare apparecchiature funzionanti a 110V sulla rete elettrica nostrana, entro un certo limite di potenza.
La tolleranza di questo trasformatore copre ampiamente le richieste di alimentatori destinati a computer, console e piccoli elettrodomestici in genere.

La mini TV che ho portato con me, riesce a visualizzare diversi standard televisivi, tra cui PAL, NTSC e SECAM. Dopo  aver inserito la prima cartuccia nella console, ho provveduto all’accensione ed ho avviato la ricerca automatica dei canali. Dopo i tre giri per le varie bande coperte dal sintonizzatore (a dire il vero bastava solo la UHF) e circa 5 minuti di attesa spasmodica… il nulla! Continue Reading

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Sord M5

Durante l’età dell’oro dell’informatica domestica, e cioè la prima metà degli anni ’80, non ho mai letto nulla riguardo un produttore giapponese chiamato Sord, né ero a conoscenza delle ottime macchine, destinate principalmente al mercato professionale, che aveva realizzato fino a quel momento. Non sapevo neanche che avesse fatto un tentativo di espansione nel mercato consumer, già dominio quasi esclusivo di Commodore 64 e Sinclair ZX Spectrum.
Questo tentativo di allargare il proprio mercato si concretizzò attraverso un oggetto di pregevole fattura, sia estetica che ingegneristica, dotato di contenuti tecnici che da lì a breve sarebbero stati propri dello standard MSX: il modello M5.

Proprio in virtù dei contenuti piuttosto sofisticati per l’epoca, il produttore non riuscì a contenere il prezzo di listino del suo M5, decretandone di fatto una emarginazione commerciale che non fu mai superata. Infatti la diffusione di questo computer si deve principalmente all’iniziativa di pochi intraprendenti distributori, che importavano direttamente dal Giappone.
In alcuni casi, il distributore ottenne di commercializzare il modello M5 con il proprio marchio; è il caso della CGL (Computer Games Limited), che si occupò della diffusione dell’M5 nel Regno Unito.
Tuttavia la massima diffusione del Sord M5, sebbene molto marginale per l’epoca, si ebbe in Giappone ed in Cecoslovacchia. Continue Reading

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Sega SC-3000

Dopo anni di sfrenato desiderio e di estenuanti ricerche su mercatini ed aste online, ho finalmente colmato un grande vuoto esistente nella mia collezione (e nei miei affetti di retro collezionista), procurandomi un Sega SC-3000, sebbene si presenti con marchio diverso. Yeno era una azienda francese che si occupò della distribuzione del modello SC-3000 sul proprio territorio, accordandosi con Sega per vendere il computer con il proprio marchio, riservando il nome del produttore originale all’angolo superiore destro, recante la dicitura bianca “Manufactured by Sega”.

Lo Yeno SC-3000 è in tutto e per tutto identico al modello griffato Sega, ad eccezione di una uscita video RGB di buonissima qualità, grazie ad una scheda supplementare installata all’interno del case, montata in modalità piggyback, e collegata in diversi punti, con oscene cablature volanti, alla scheda madre.
Il modulo R/F in origine presente in quasi tutte le macchine del produttore, risulta assente in tutti gli esemplari distribuiti da Yeno in terra francese, che presentano una sorta di tappo in gomma al posto dell’uscita R/F. Continue Reading

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Sega SG-1000 Mark II

Tutti quelli della mia età, nel sentire nominare SEGA o nel vedere l’inconfondibile logo blu, sono portati a ricordare le innumerevoli creazioni, sia hardware che software, di questo prolifico produttore nipponico, dedito esclusivamente al mercato dei videogiochi. In particolare, le sale giochi erano piene di leggendari videogames prodotti da questa attivissima azienda.

Tra le diverse creature uscite dalle fabbriche SEGA, spicca la console di cui mi appresto a parlare: la SG-1000, nella versione Mark II, e cioè la revisione 2 della macchina venduta in origine nel 1983, commercializzata l’anno successivo.

Questo oggetto non fu molto diffuso in Europa, dove gli fu largamente preferita la variante computer, e cioè il SEGA SC-3000 che, nella sostanza, era identico alla console, se non per l’aggiunta di una tastiera a membrana con tasti gommati, tipo quelli del più famoso e diffuso ZX Spectrum. Infatti il software girava in modo identico su entrambe le incarnazioni hardware. Continue Reading

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Mattel Electronics Aquarius

La storia dell’home computing ha conosciuto alti e bassi, con successi esplosivi e disastri altrettanto clamorosi.
Tra questi ultimi, trova fieramente posto uno dei più grandi flop che la storia dell’informatica conosca: il Mattel Aquarius.

Inizialmente progettato e prodotto dalla Radofin (partner tecnologico di Mattel – con sede ad Hong Kong – alla quale il colosso americano commissionava la produzione dell’Intellivision), fu poi acquistato in blocco dalla stessa Mattel, in ritardo imbarazzante sulla corsa all’oro, e cioè al personal computing casalingo.
Infatti, all’inizio degli anni ’80, la divisione computing di Mattel Electronics non esisteva ancora. Fu creata dal nulla proprio per acquisire e portare in casa il progetto avviato da Radofin poco prima del 1980.

è celeberrima la frase con cui un programmatore, interno alla Mattel, stroncò lo sfortunato computer ancor prima che fosse commercializzato: definì l’Aquarius come “il computer per gli anni ’70”. 🙂 Continue Reading